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26giu/12

Pennelli: i segreti del Maestro.

Il Maestro in questione si chiama Salvador Dalì che, piaccia o meno, panodreggiava le tecniche pittoriche come forse nessuno nel XX secolo.

Quello che andremo a scoprire sui pennelli, in questo breve articolo, ci arriva direttamente dalle sue parole, dalle sue pagine: dal Capitolo Secondo del libro "50 segreti magici per dipingere" nel quale, da Genio assoluto qual era, Dalì mischia sapientemente ridondanti e istrioniche fesserie a perle di raro splendore e lezioni che solo il Maestro più grande, ovvero colui che non teme di venir superato perchè sa di essere il migliore, vuole condividere coi suoi allievi.

Dalì ci indica come "necessari" 5 tipi diversi di pennello per la pittura ad olio (o acrilica, oggi):

- il pennello piatto e quadrato: da usare per il primo strato, per costruire le "fondamenta". è l'unico che può esser duro, non di martora (perciò bue, cinghiale, sintetico), dato che la pittura dovrà essere compatta

- il pennello corto e tondo: da usare per le sovrapitture, dovrà essere sottile di martora (o sintetico, oggi!) perchè la materia dovrà farsi più fluida a mano a mano che si arricchisce.

- un pennello fine e lungo: la morbidezza si ottiene con pennelli più lunghi e sottili, che permettono di applicare le sfumature più leggere e gli ultimi ritocchi

- il pennello a forma di ventaglio: viene usato per unire, in modo molto lieve e delicato, ciò che si è steso in precedenza

- il pennello  a mezzaluna: da utilizzare soltanto quando si necessita di ottenere superfici estremamente uniformi quali cieli o architetture

voi che ne pensate? personalmente ho trovato, anni fa, questi consigli a dir poco illuminanti, anche se poi aprono ad un interrogativo che oggi tutti ci poniamo: pennelli animali o sintetici? ... ma questa è una domanda alla quale tenteremo di rispondere nel prossimo post.

buona serata!

Mauro

 

 

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